Originale - Obscure - Il gioco maledetto Capitolo 6

6. Il mercante 

Ovviamente non potevo sperare che saremo andati in un qualsiasi negozio di strumenti musicali, ma quello che avevo davanti era lungi da ogni mia aspettativa. Mi aveva svegliato troppo presto, non erano neanche le sette del mattino, ma avevo dormito due giorni di fila per cui alzarmi fu quasi una liberazione. Lui era già pronto, lavato e ben vestito, io mi infilai i jeans e una camicia e accanto a lui avevo l'aria di un mendicante, nonostante gli abiti che stessi indossanti, che ovviamente non erano miei, fossero di una buona marca. Scendemmo nel seminterrato con l'ascensore e mi trovai davanti una varietà di auto da far girare la testa. Non le contai ma erano tante e mi chiesi che diavolo ci facesse con tante automobili, che senso aveva averne più di una concessionaria?
Ad ogni modo ci avvicinammo ad una Maserati nera, era bellissima non posso negarlo, sportiva, ma elegante allo stesso tempo, con le linee affusolate e dei sedili così morbidi e profumati che ci avrei dormito volentieri e io, accanto a quel gioiello mi sentivo così insulso e povero da farmi quasi schifo. Mi accomodai dentro senza toccare nulla, ma non riuscivo a non osservarla tanto che mi ritrovai in autostrada senza neanche essermi accorto di nulla.
Mi sembrò che stessimo procedendo verso nord, ma infondo non aveva poi tanta importanza la direzione, visto che ad un certo punto Aiden premette sull'acceleratore e io mi ritrovai a fissare per due ore un triangolo di strada che mi sfrecciava davanti. Quando si fermò e mi fece scendere non mi sentivo più le gambe, abituato al mio povero e malandato motorino, quella era una velocità che non potevo sopportare in alcun modo, forse neanche un pilota professionista avrebbe potuto farlo.
- Io torno in treno.- lo dissi con lo stomaco praticamente in gola e lui rise di gusto. Avrei dovuto sentirmi fortunato nel riuscire a farlo ridere sempre quando io mi sentivo morire.

Originale - Obscure - Il gioco maledetto Capitolo 5

5. Note oscure 

Mi alzai con un mal di testa come dopo una sbronza e pensai che prima o poi, se non fossi riuscito a dormire come si deve almeno una volta, sarei sicuramente impazzito. Le opzioni per la giornata erano poche vista la mia prigionia e dato che non sarei riuscito ad intrufolarmi nella stanza di Aiden in pieno giorno, non avevo così coraggio quando il sole era alto, decisi che forse sarei riuscito a rilassarmi suonando qualcosa. Andai nel salone d'ingresso e baciai con gli occhi quella meraviglia d'ebano che non toccavo da qualche giorno, mi sedetti e lo sfiorai appena con le dita, ero stato davvero uno stupido ad averlo trascurato così tanto e sicuramente avrei fatto fatica anche a fare i primi esercizi di riscaldamento, ma provai. Sentii le dita leggermente intorpidite, ma trovarono la loro armonia in pochi minuti e decisi di cimentarmi in qualcosa di nuovo.
Nonostante non avessi apprezzato la lettura della sera prima, quello spartito così particolare mi era rimasto impresso, le note e il ritmo erano marchiate nella mia mente e iniziai a dar loro vita. All'inizio non ne uscì che qualche suono imbarazzato, sbagliai molte volte, ma pian piano prese forma e mi resi conto che anche se un po' banale, era davvero una bella melodia, così provai a migliorarla un po' e mi immersi nella composizione senza dar peso a cosa succedeva intorno a me ed ovviamente fu un errore, perché se mi fossi reso conto che l'ascensore aveva ripreso a funzionare e che le porte si erano aperte, mi sarei fermato, ed invece ero così preso dalla composizione che non vidi Aiden arrivarmi alle spalle e, in pochissimi secondi, mi ritrovai sbalzato sul pavimento, sbattei la schiena contro il divanetto e dovetti rimanere immobile e senza fiato mentre Aiden sfogava la sua rabbia sul pianoforte.

Originale - Obscure - Il gioco maledetto Capitolo 4

4. 1886 

Quella notte ebbi il primo incontro vero con il mondo di Aiden. Mi alzai dal letto, erano le tre del mattino, avevo così sete che mi sarei attaccato al rubinetto del lavandino, eppure avevo si e no spizzicato qualcosa dalla cena. Non mi sentivo più a disagio a girare per quell'enorme appartamento ed era strano considerato il fatto che sostanzialmente ero un prigioniero, ma tanto le cose andavano male se dovevo anche farmi scrupoli su come vivere in quella prigione, avrei fatto meglio a togliermi la vita, quindi mi alzai. Ad ogni modo cercai di fare meno rumore possibile e girai scalzo, il pavimento era riscaldato quindi fu persino piacevole. Andai in cucina e presi un bicchiere, dovevo togliermi quell'arsura dalla bocca il prima possibile o avrei vomitato sabbia, ma mi bloccai con il bicchiere pieno a metà strada. Fu un secondo, ma ero sicuro di non essere solo.
Mi voltai e non c'era nessuno, così provai a bere, ma l'acqua mi si bloccò in gola e per poco non mi strozzai. Mi sentivo osservato e non era come quando mi guardava Aiden, era mille volte più raccapricciante. Così provai a chiamarlo, ma non mi rispose nessuno. Poggiai il bicchiere e provai a capire cosa diavolo stesse succedendo, magari ancora dormivo e non riuscivo a distinguere la realtà dalla finzione, ma ero comunque spaventato e mi sudava la schiena. Tornai in sala da pranzo e poi nel corridoio che portava alle camere, ma mi fermai a metà strada.

FanFiction su Seikai-ichi Hatsukoi - Hurricane Capitolo 7 (Fine)

7. Finale 

"Caro Padre, 
spero che leggerai questa lettera prima o poi. So che il mio comportamento ti avrà causato molti problemi e mi rendo conto di averti messo in imbarazzo davanti a tutte quelle persone. Probabilmente avrei dovuto prendere coraggio e parlarne direttamente con te invece di arrivare a tanto e non voglio prendere scuse del tipo “non mi hai dato la possibilità di parlare” o “non mi hai ascoltato” perché so che non è vero. Sono sicuro che se fossi venuto da te prima di quel giorno ne avremmo discusso, forse mi avresti sgridato, ma poi ci saremmo capiti. Ho anche compreso la posizione di An-chan in tutta questa storia. All'inizio le davo la colpa per averti detto di Takano-san, ma la colpa è solo mia. Avrei dovuto essere sincero con lei, mi sono sempre limitato a dirle che non ero innamorato di lei, ma non le ho mai spiegato come stavano le cose e mi sono reso conto del fatto che, se lei ti ha detto tutto, lo ha fatto per proteggermi, altrimenti non avrebbe pianto tutto il tempo in quel modo e io sono stato uno stupido a trattarla male. Ho saputo anche dell'invito di Takano, ma scommetto che non è stata An a mandarlo, ma lo hai fatto tu, sperando che lui si mettesse da parte e non interferisse, ma devi sapere che Takano-san è testardo e quel gesto ha avuto l'effetto contrario. 

FanFiction su Seikai-ichi Hatsukoi - Hurricane Capitolo 6

6. Promessa 

Era il primo di marzo, ma per qualche strano scherzo climatico faceva troppo caldo ed era una giornata troppo bella per crederla vera, almeno era questo che pensava guardando fuori dalla finestra, ma semplicemente si sentiva troppo stretto e compresso in quel bell'abito firmato, da non riuscire quasi a sopportarlo.
Erano tutti in fermento. Erano stati chiamati camerieri e inservienti per mettere a lucido tutta la casa e preparare ogni cosa per l'evento. In giardino era stato allestito un grande gazebo bianco, ornato di rampicanti e rose candide sistemate ad arte. Li sotto un piccolo altare dove l'officiante avrebbe celebrato il rito e intorno panche e sedute foderate per tutti gli ospiti. Ritsu non sapeva a chi fossero stati mandati gli inviti, ma dalla sua stanza stava assistendo alla sistemazione di un centinaio di panche e altrettante sedie, per cui ipotizzò all'incirca trecento invitati ufficiali per il rito, ma era sicuro che per il ricevimento se ne sarebbero presentati quasi il doppio. Osservando tutto con distacco strinse tra le mani i fogli su cui aveva scritto la sua promessa, perché tale era, anche se non diretta alla ragazza che sarebbe dovuta divenire sua moglie. In quegli ultimi istanti pensò a lui così intensamente che sperò in una risposta. Ormai negare il suo amore per Takano era da stupidi, ma non era mai stato lontano da lui così tanto tempo. Per quanto, all'inizio, si fosse impegnato a mantenere una distanza professionale con il suo superiore, ora quella distanza gli sembrava infinita e insopportabile. L'abitudine di averlo accanto, di poterlo sentire o vedere in qualsiasi momento, di percepirlo al suo fianco nel letto, erano sensazioni che gli stavano provocando una grandissima crisi d'astinenza, tanto da poterlo definire una vera e propria droga. Era drogato d'amore.

Giusto per passare il tempo...pensiamo a qualche canzone!

Un grande saluto a tutti!

Non scrivo nulla di personale da un bel pò, ma il tempo è quello che è e visto che mi sto concentrando molto sulla stesura di Obscure, non ho molto di cui raccontare.
Ad ogni modo è Domenica, io ieri sono stata malissimo, tanto da dover uscire prima da lavoro ed è una cosa che per me è quasi inconcepibile, ma avevo la stessa faccia degli pseduo-zombie dell'anime Kabaneri e non era un bel vedere, inoltre oggi fa ancora più caldo di ieri e visto che non ho voglia di fare assolutamente niente, mi sto divertendo ad ascoltare canzoni su Youtube e associarle ai miei racconti e alle mie fanfiction.
Quindi questa diventerà la pagina ufficiale delle mie OST personali, quelle canzoni che ascolto un pò ovunque e che mi ricordano una scena in particolare dei miei racconti e visto che non mi piacciono i video con una immagine fissa, metterò probabilmente degli amv (anche se mi piacerebbe che fossero un pò più personali).
In alcuni casi, come ad esempio nelle fanfiction, la canzone è inserita nel testo, fa parte di un capitolo, quindi sarà quella, per le altre ci sto lavorando (quindi potrebbero cambiare).
Questa pagina sarà raggiungibile dal menù delle storie originali o da quello delle fanfiction con un link in evidenza.
Alla prossima.

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Nonostante scrivo come una matta tutto quello che mi passa per la mente, descrivere me è sempre difficile. Sogno ad occhi aperti di questo sono colpevole e il mio carattere è abbastanza strano da far dire a chi mi conosce da anni che ancora non lo ha capito, bhe figurarsi io! Quindi sono alla scoperta giornaliera di quello che posso fare o meno! Sono un otaku convinta e yaoista ai massimi livelli ed ho trascinato nel tunnel dei manga e anime molte persone. Chi mi conosce sa che sono un "pò" fuori di testa!!!! ^_^

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