FanFiction su Noragami - Oblivion Capitolo 4

Capitolo 4 

- Davvero Yato hai visto Murakumo-sama?- Yato si bagnò con l'acqua della fonte di Bishamon e finalmente il dolore della contaminazione iniziò a scemare. Anche la dea si era immersa, nonostante avrebbe preferito togliersi i vestiti, Kazuma aveva insistito per farle indossare almeno la vestaglia.
- Sei tu ad averlo riconosciuto come tale, quindi ora mi spiegherai chi è?- Separati dai propri strumenti divini, quella era la prima volta che i due dei si trovavano faccia a faccia inermi. Bishamon era turbata, così come lo era Yato, ma ormai l'astio tra i due era svanito del tutto e la dea riuscì persino a bearsi dell'acqua benedetta in presenza di quello che era stata la sua nemesi per secoli.
- Com'è possibile che tu non conosca nulla di Ama no Murakumo e di Ninigi-sama?-
- Ti prego ho bisogno di sapere.- Il volto supplichevole di Yato le fece compassione. Non era quello lo sguardo che voleva vedere su quel viso. Lo aveva visto sempre feroce e terrificante, quello era Yato nei suoi ricordi, ma Hiyori lo aveva cambiato, esattamente come in seguito lo stesso Dio delle calamità aveva cambiato lei, la dea guerriera Bishamonten. - Ninigi no Mikoto è una delle divinità più antiche. Risale ai tempi di Okuninushi-sama e a quando gli fu assegnato il governo della provincia di Izumo, ma quello era un periodo di grande disordine e Amaterasu decise di rimpiazzare Okuninushi-sama con uno dei suoi figli, ma tutti si rifiutarono. La dea del Sole quindi si rivolse a suo nipote, Ninigi ed egli accettò l’incarico. Così, per portare a termine la sua missione a Ninigi vennero consegnati i tre oggetti simbolo del suo rango, tre strumenti divini: la spada sacra Ama no Murakumo, il gioiello Yasakani no Magatama e lo specchio Yata no Kagami. Da quel giorno sono passati secoli, ora Ninigi è una divinità antica e si dice ormai molto malata. Nessuno lo vede più da molto tempo, ogni tanto i suoi strumenti partecipano alle riunioni celesti in sua vece ed è stato li che ho visto per la prima volta Murakumo-sama.-


FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 16

16.
Ricordi sbagliati

"Lost in the darkness 
Perduto nell’oscurità
Hoping for a sign 
Sperando in un segno 
Instead there's only silence 
Invece c’è solo silenzio
Can't you hear my screams?... 
Non riesci a sentire le mie urla?...” 

Ogni minuto che passava diventava sempre più freddo, si era chiuso in una piccola stanzetta sdraiato supino su un letto con le mani dietro la nuca. Non stava pensando a nulla in quel momento, neanche il freddo della stanza gli dava fastidio, ma forse era fastidioso per lei. Benché si sforzasse non riusciva a non avere impresso nella mente le parole di quella ragazza, l’unica cosa che era stata in grado di dirgli era che le sue labbra erano fredde.
“Oh certo quelle del nano sono calde, per forza! Naturale che si preferisca qualcosa di vivo a qualcuno che è freddo come un dannato cadavere… non è colpa mia maledizione!” 
In quel momento sentì un leggero battito alla vecchia porta in legno, con noncuranza diede il permesso di entrare. Si presentò a lui una figura femminile, chiusa in un lungo e attillato vestito nero, le braccia incrociate sul seno, mettendo ben in evidenza il simbolo rosso dell’oroborus.
- Che diavolo vuoi Sloth? Non sei mica venuta a farmi la predica spero, non è il momento.-
- Per ora puoi fare come credi, quella persona non ha detto niente in merito. Ad ogni modo sono qui per dirti una cosa importante. Lust se ne è andata, ha scambiato la sua vita con quella della donna che hai aggredito.-

FanFiction su Noragami - Oblivion Capitolo 3

Capitolo 3

Saltellò sui lampioni e corse sui fili dell'elettricità guidata dal profumo di Yato e dalla voglia di vederlo il prima possibile. Ci mise un po' prima di rendersi conto che non stava andando verso casa sua, dove lo avrebbe sicuramente trovato, ma il suo profumo era per lei inequivocabile ed era certa di non poterlo confondere con nessun altro. La città era in pieno caos, auto e passanti che correvano da una parte all'altra e lei, che non poteva essere vista in quella forma, che volteggiava libera e leggera tra loro. Si bloccò soltanto quando il fragore di un'esplosione la fece sobbalzare. Poco lontano un fumo nero e denso si alzò verso il cielo e riempì l'aria di cenere. Poi le sirene iniziarono ad irrompere nel caos cittadino, tutto si fermò di colpo e senza volerlo iniziò ad avvicinarsi. Le fiamme si levarono alte e il calore divenne insopportabile, un appartamento completamente avvolto in quell'inferno di metallo bollente e fuoco vivo. Ben presto, attirati dalle grida, anche molti spiriti iniziarono a radunarsi in quel punto aggrappandosi alle persone e fomentando la paura. Hiyori rimase immobile, il calore le arrossì le guance e gli occhi presero a lacrimare, ma non si allontanò, poi tra le fiamme intravide la figura di una persona e provò ad avvicinarsi. Non si muoveva ne cercava aiuto, semplicemente rimaneva immobile tra i flutti ardenti e per qualche istante Hiyori credette che stesse guardando verso di lei. Aguzzò la vista e lo intravide mentre muoveva le labbra, non riuscì a capire bene cosa stesse dicendo, ma lei ne rimase completamente rapita. Si avvicinò ancora di più tanto che presto iniziò a sentire troppo caldo e si rese conto di essersi immersa in quell'incendio terribile, le fiamme le stavano bruciando i vestiti e la pelle stava iniziando a ritirarsi e a strapparsi, ma non riuscì ad allontanarsi. La misteriosa figura le passò accanto, era un uomo e per qualche ragione lei sapeva di averlo gia visto, ma non riuscì a metterne a fuoco i lineamenti. Poi di colpo venne afferrata da delle mani forti e rudi, provò a divincolarsi e a gridare, ma non vi riuscì e alla fine, quando il viso deturpato e ustionato di una persona si materializzò davanti ai suoi occhi, quelle parole che fino a quel momento non era riuscita a sentire, le si impressero nella mente come il fuoco che la stava corrodendo.
- Oblivion ti aspetta Ko-no-hana.-

FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 15

15.
Il respiro dell'anima

La luce nella stanza era diventata insopportabile, nessuno dei presenti era riuscito a tenere gli occhi aperti. Da gialla e lucente, era divenuta improvvisamente viola e tenebrosa, era una scena che in Ed riportò alla luce ricordi passati, i ricordi di un bambino che non accettava la morte di sua madre.
La paura in quel momento ebbe il sopravvento, forse avevano sbagliato qualcosa, forse erano stati ingannati o forse…
Non voleva neanche pensare a quello che sarebbe potuto accadere a Riza se quella trasmutazione non fosse andata a buon fine, anche se ormai lo sapeva troppo bene. Quella che avevano appena fatto era una trasmutazione umana e dalle trasmutazioni fallite nascono gli homunculus.
Continuò a chiamare con la mente il nome della donna e concentrarsi su ciò che doveva fare, ma era davvero una prova impossibile per lui. Anche Armstrong stava dando tutto se stesso, il suo contributo a quell’esperimento era vitale, era l’unico li in mezzo che possedeva abbastanza forza da reggere la trasmutazione, ma in quel momento si sentiva svuotato nell’anima. Pregava in cuor suo che se qualcuno doveva sacrificare la propria vita per la donna, quel qualcuno sarebbe stato lui.
Roy, il Flame Alchemist, stava sudando e tremando come una foglia. Non aveva mai sofferto così tanto per fare una trasmutazione, lui che con uno schiocco delle dita poteva far ardere una città intera, ora non riusciva neanche a rimanere inginocchiato accanto al cerchio alchemico. Aveva gettato lo sguardo sugli altri due alchimisti, loro stavano dando se stessi, persino quel bambino che aveva sempre preso in giro a causa dell’altezza, si stava impegnando nonostante i suoi occhi dimostrassero tanto timore. Lui non sarebbe stato da meno e continuava a pregare che la donna a cui teneva di più nella sua vita, tornasse indietro da quel mondo oscuro. In quel momento Ed si sentì mancare, era come se qualcosa lo stesse tirando all’interno del cerchio alchemico, una forza a cui non sapeva resistere, stanco e con ogni muscolo del corpo dolorante, cercò di opporsi, ma non era per nulla semplice. Fu Roy ad accorgersi del suo cedimento, lo chiamò senza staccarsi dal cerchio, ma lo vide crollare al suo interno e sparire velocemente.

FanFiction su Noragami - Oblivion Capitolo 2

Capitolo 2 

Non avevano parlato molto. I baci e le carezze erano diventati indispensabili come respirare e pur di non staccarsi, entrambi avevano temporeggiato a lungo. Ora erano li sdraiati accanto alla finestra della soffitta, con Yato che continuava a passarle le dita tra i capelli procurandole piccoli brividi di piacere. Aveva agito d'istinto, proprio come un comune essere umano.
Quando Hiyori aveva ammesso quel tradimento, che tale in realtà non era, lui si era sentito perso e abbandonato. Perderla era qualcosa che aveva sempre tenuto in considerazione, vederla crescere e darle la possibilità di crearsi una vita felice era qualcosa che lui doveva concederle, ma in quel momento la sua parte egoista aveva completamente preso il sopravvento sulla ragione e lui voleva tenerla tutta per se. Le prese la mano e la sentì calda e morbida, la coccolò come se fosse un oggetto prezioso e Hiyori si crogiolò in quel tepore e in quel buon profumo che solo lui aveva.
- Hiyori, questo ti rende felice?- Lo disse di getto e la domanda fece trasalire anche la ragazza, che si mosse su di lui. Hiyori si voltò alla ricerca di quegli occhi azzurri che la stregavano e li trovò malinconici. Allungò le braccia e prese tra le mani quel viso che ora faticava persino a guardarla. Non voleva vederlo così, depresso o sconfitto, voleva vederlo solare e spensierato, vivace e combattivo. Lo baciò di nuovo, come se fosse la cosa più naturale del mondo e sorrise.
- Si, sono felice. Non mi importa di altro se non di questo momento, voglio stare con te, l'ho sempre voluto.-
- Ti accompagno a casa.-

FanFiction su Noragami - Oblivion Capitolo 1

Noragami Oblivion 

Fanfiction su Noragami e Noragami Aragoto
Genere: Drammatico, Mistero
Personaggi: Un pò tutti
Stato: in corso

Capitolo 1 

Oramai era tutto finito. Yato era finalmente tornato e le le loro vite avevano ripreso a scorrere tranquille, come era sempre stato, eppure non riusciva a darsi pace. Nonostante tutti i buoni propositi, nonostante si fosse sempre creduta una persona speciale, lo aveva dimenticato. Lei che per prima si era battuta pur di non far scindere il loro legame, che aveva accettato di rischiare la vita ogni volta che la sua anima si separava dal suo corpo, pur di poter assaporare quel buon profumo che la guidava a lui. Avrebbe potuto provare con tutte le scuse le fossero venute in mente, che lasciarla per più di un mese era troppo, che si era sforzata con tutta se stessa, ma che non era riuscita a resistere, che era accaduto tutto a causa di Yato e nulla più, ma ora che era tornato, ora che tutto si era ristabilito, in qualche modo continuava a sentirsi in colpa. Continuavano a vedersi tutti i giorni, puntuali come orologi lei si recava da Kofuku e saliva in quella piccola soffitta dove dava ripetizioni a Yukine e con la coda dell'occhio continuava a guardarlo di soppiatto.
Lo osservava sempre, quando di appisolava, quando giocherellava con qualsiasi stupidaggine avesse a portata di mano, quando spolverava il piccolo tempietto che lei aveva costruito per lui. Continuava a chiedersi come fosse possibile dimenticarlo, come ci fosse riuscita, ma soprattutto come fare perchè non accadesse mai più.
- Tutto bene Hiyori?-

FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 14

14.
Il sogno di Riza (II)

Non volevo andare via, quella vita era tutto ciò che desideravo, non me l’avrebbe portata via nessuno… 
 - RIZA!!!!!- 
Il mio nome gridato così forte mi fece sussultare, spostai con forza quel ragazzino da me e ricaddi a terra dolorante. Il sangue usciva dalle ferite, non mi avrebbe lasciato via di scampo. Non volevo morire in quel modo assurdo, non in quel momento… 
Eppure gli occhi iniziarono a chiudersi da soli, cercai di resistere per un po’, ma non ce la feci e il buio mi avvolse… 
-Mamma! Mamma stai bene vero? Mamma rispondi!- La voce di una bambino mi destò da quell’oscurità, aprii velocemente gli occhi scattando a sedere. Voltando lo sguardo incontro gli occhi color del miele del mio bambino. 
- Ed…- Mi guardai i polsi terrorizzata e spaventando ancora di più lui. Non avevo alcun segno, non c’erano macchie di sangue, non c’era nulla, era stato tutto un sogno? 
- Finalmente, ho avuto tanta paura. Paura che non ti saresti svegliata.- trattiene a stento le lacrime e pronuncia il labbro inferiore mordicchiandolo e cercando di non piangere, solo allora lo stringo forte a me e gli dico che è tutto a posto. - Al è andato a chiamare papà, ha detto che tornerà subito a casa.- 
Gli accenno un sorriso e nel frattempo anche Al mi raggiunge saltandomi addosso e abbracciandomi forte. Lui invece non si fa tanti scrupoli e piange sulla mia spalla. 
- Ora è tutto apposto, ho solo avuto un calo di zuccheri non è niente di grave.- 
- Ma eri così pallida, pensavamo che fossi morta!- 

FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 13

13.
Alchimia d'amore

- Come iniziamo? Hai detto che ci servono le pietre, sai dove trovarle?-
Fece Ed alquanto esasperato. La scelta a cui era stato sottoposto forse era stata troppo dura per lui, per questo non voleva più pensarci. Aveva deciso di aiutare Riza, ora nella sua mente c’era solo quella donna e la sua vita. Roy e Armstrong erano invece in attesa, non avevano proferito parola per tutto il tempo e ora che stavano per iniziare, i loro cuori mancavano battiti importanti.
- Alle pietre ci penso io.- Rispose Lust, chiudendo a chiave la porta della camera del tenente. - Tu hai con te un oggetto che per me è letale, vero?- Il ragazzo infilò una mano nella giacca nera e tirò fuori un ciondolo rotondo, in quell’oggetto c’era chiusa la vita di quella donna misteriosa, una parte del suo corpo che l’avrebbe uccisa. Lust indietreggiò di qualche passo alla vista del gingillo, all'apparenza innocuo. - Disegnate questo cerchio alchemico a terra e poi vi dirò come continuare.- La donna porse al ragazzo un foglio vecchio e ingiallito in cui vi era disegnato un cerchio alchemico a sette punte, lo stesso che Ed aveva creato nel laboratorio numero cinque, solo leggermente modificato. Lo fece vedere anche agli altri e iniziarono a disegnarlo. Ci impiegarono qualche minuto, era estremamente difficile e complesso, un minimo sbaglio e avrebbero gettato alle ortiche ogni cosa. Lust li osservava ferma in un angolo, puntava gli occhi anche sul piccolo ciondolo che pendeva dalla cintura di Ed, infine volse lo sguardo verso la donna e si avvicinò al lettino.
- Questa è la prima volta che ti guardò così da vicino. Ti invidio perché piacerebbe avere anche a me qualcuno disposto a tanto. forse da umana c’era un uomo che mi amava, ma in queste condizioni non posso sperare di trovare qualcuno.- Le poggiò una mano sulla fronte, era calda, al contrario del suo corpo freddo e privo di quel bellissimo calore umano.
- Lust, è pronto.- La donna si voltò di colpo verso il ragazzino, osservò il cerchio ed era finalmente arrivato il momento.

Informazioni personali

La mia foto

Nonostante scrivo come una matta tutto quello che mi passa per la mente, descrivere me è sempre difficile. Sogno ad occhi aperti di questo sono colpevole e il mio carattere è abbastanza strano da far dire a chi mi conosce da anni che ancora non lo ha capito, bhe figurarsi io! Quindi sono alla scoperta giornaliera di quello che posso fare o meno! Sono un otaku convinta e yaoista ai massimi livelli ed ho trascinato nel tunnel dei manga e anime molte persone. Chi mi conosce sa che sono un "pò" fuori di testa!!!! ^_^

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