Originale - Il peso della verità Capitolo 5

5. 
La via dei senza nome 

Per Dafne il giorno della partenza arrivò troppo in fretta. Era tornata a casa di William e lui l'aveva aiutata a sistemarsi nella vecchia stanza di Leila. Lo stare insieme era ancora strano, la loro relazione era ad un particolare livello in cui diventava motivo di imbarazzo persino sfiorarsi davanti a qualcuno ed erano stati così sospettosi per tutto il tempo, che ormai tutti sapevano del loro inizio incerto. Leila era curiosa e spesso, quando era riuscita a rimanere qualche secondo sola con Dafne, aveva chiesto qualcosa di più, ma infondo Dafne non poteva raccontarle nulla di particolare e la cosa aveva incuriosito di più Leila. Anche Shary era andata a scusarsi per il comportamento violento che aveva avuto, la ragazza notò subito che per la maga era stato molto difficile accettare l'errore e lei le aveva ricambiate a sua volta per essere stata così difficile e scontrosa. Era sorprendente come le cose potessero tornare alla normalità con due semplici parole e di questo ne furono tutti più sollevati. Decisero di partire all'alba, l’idea di viaggiare a cavallo era per Durr una cosa insopportabile, data la sua statura avrebbe dovuto appoggiarsi a Mal o William per farsi trasportare e questo il suo orgoglio non voleva concederglielo.
- Odio i cavalli e i cavalli odiano me!- sbuffò ma dovette cedere, a piedi avrebbero impiegato una settimana solo per arrivare a Bris e un’altra per tornare indietro, non potevano concedersi di certo tutto quel tempo, mentre a cavallo, con qualche aiuto della magia di mutamento di Shary, avrebbero impiegato al massimo tre giorni senza evidenti intoppi durante il tragitto. Shary, già in groppa ad un purosangue nero che emanava forza e potenza ad ogni movimento, chiese agli altri di allinearsi accanto a lei.

Originale - Il peso della verità Capitolo 4

4. 
Fiducia 

Fu come se l'alba tardasse di sua volontà, ma le nubi scure già preannunciavano una giornata cupa. William non era riuscito a dormire e le occhiaie che gli segnavano il viso dimostravano quanto si sentisse spossato. Aveva congedato gli altri non appena la salute di Dafne non sembrò causare altri problemi, la ragazza sembrava calma e ogni segno del malore precedente, era ormai scomparso. Non seppe spiegare cosa le fosse accaduto e poco dopo, presa dalla stanchezza si era assopita dolcemente. William la osservava, seduto su una vecchia sedia larga e squadrata, si era accomodato completamente scomposto, portando il bacino in avanti e reggendo il viso con la mano che poggiava sul bracciolo in legno. Non era riuscito, neanche per un istante, a far smettere la sua mente di porsi interrogativi. La magia, il malore e le stranezze che sembravano accompagnare quella ragazza. Che celasse dei segreti era per lui scontato, ma infondo chi non ne aveva di quei tempi e di certo lui non era la persona adatta per poterla giudicare o sgridare.
Seguì con lo sguardo ogni movimento, ogni gemito, cercando di captare quelle rare volte in cui le scappava qualche parola nel sonno. Era completamente preso da quella ragazza e ne era consapevole, ma come si fosse infatuato così facilmente non era in grado di spiegarlo razionalmente. Si alzò quando la sentì ormai sveglia, avvicinandosi lentamente al fianco del letto e cercando di capire da lei se voleva la sua attenzione.
- Sei sempre così cauto. Sei arrabbiato?-

Piccole riflessioni - La rivincita

E' Domenica e invece di dormire e riprendermi dalle ore di lavoro, penso...
So che è una cosa che capita raramente, ma nell'ultimo periodo sta diventando davvero un vizio fastidioso.
Mi ritrovo davanti al pc a leggere frivolezze sul web e riesco anche a farci un pensiero su, poi ripenso alla settimana che sta per concludersi e ho realizzato che alle persone non va mai bene nulla.
Ragioniamoci un attimo su.
Lavorando a contatto con le persone ne succedono di tutti i colori, sebbene una persona corra come una pazza cercando di arrivare ovunque e provando con tutta se stessa a non far attendere troppo un cliente, troverai sempre colui/colei che ha qualcosa da ridire, quella che non vuole aspettare, che quando si siede o semplicemente arriva, pretende di essere presa in considerazione come se esistesse solo lei, che si intrufola in un locale pieno di persone passando avanti a tutti e prendendoti letteralmente per un braccio facendoti capire: guarda sono qui; e li tu come reagisci?


Shunbun no hi - L'equinozio di Primavera

Salutiamo oggi la Primavera!

Astronomicamente inizia con l'equinozio di primavera e finisce con il solstizio d'estate.
Nelle culture pagane l'arrivo della primavera viene vista come un periodo di rinnovamento e di fertilità, porta la promessa di giornate più lunghe e più calde che offrono vivificante forza e calore ed è rappresentata tramite l'allegoria del ritorno di Persefone alla madre Demetra dopo il suo soggiorno con Ade negli inferi.
Tra le festività pagane dell'equinozio di primavera troviamo la "Festa degli alberi" legata al culto della divinità romana "Anna Perenna" e i Misteri Eleusini.
In Giappone il giorno dell'Equinozio di primavera, detto Shunbun no hi -春分の日, ed è una festività nazionale dal 1948.

Originale - Il peso della verità Capitolo 3

3. 
Strane sensazioni 

Il sole fece capolino scherzoso nella camera, era sorto da qualche ora e si era deciso a svegliare la giovane con fastidiosi giochi di luce dalla finestra. Dafne aprì pigramente gli occhi osservando la stanza, era ancora in camera di William, ma si sentiva stanca e dolorante, faticando per giunta a ricordare cose fosse accaduto la sera precedente. Poco dopo William entrò nella camera da letto, reggeva in mano una tazza di latte caldo e sul suo viso si poteva leggere chiara la stanchezza che lo permeava, entrò timoroso di una reazione negativa da parte della ragazza, che non ci fu, anzi lei lo salutò dolcemente e lui ne rimase molto colpito. Si sedette sul bordo del letto, aspettando delle spiegazioni, mentre le porgeva la tazza di latte. Dalla sera precedente non si era cambiato gli abiti, ma nel vederli ora Dafne non provava lo stesso fastidio, neanche ripensare al fatto che con quei vestiti aveva tolto la vita a qualcuno, le procurava disagio. La cosa più strana era lo sguardo di lui, la guardava come se non riconoscesse in lei la stessa ragazza della sera prima, e forse non lo era, quella che aveva pianto per l’arpia non poteva essere la stessa Dafne che ora beveva il latte sorridendo.
- Mi dispiace per come mi sono comportata, non sono abituata a queste cose. Devo esserti sembrata proprio una sciocca.-
- Che cosa hai provato ieri, cerca di ricordare è importante che tu mi dica che cosa ti è successo.- Continuò ad osservarla attentamente, aveva un viso sereno e rilassato, non c'era segno della strana crisi. Dafne abbassò lo sguardo, non sapeva neanche lei cosa era accaduto, che fosse stata solo semplice suggestione data da quelle strazianti grida di dolore?
- Non lo so, quando l’hai portata in casa la sentivo gridare e mi chiedeva aiuto perché aveva paura di qualcosa. Mi ha detto che non era venuta ad attaccare le persone, ma stava scappando, ed è per questo che non volevo tu la uccidessi.-
- Dafne. - Il tono di voce era così basso nel pronunciare il nome, che per un attimo la giovane ebbe un sussulto, era serio e molto dispiaciuto - Io non ho fatto nulla di questo, l’arpia l’ha uccisa Leila con una freccia e soprattutto non l’ho portata a casa, non lo avrei mai fatto. Quando sono rientrato era perché Durr, nonostante gli avessi gridato di abbassarsi, è stato graffiato e a volte possono essere pericolose le loro ferite. Shary lo ha curato, ma non volevo che tu vedessi la scena, pensavo che ti avrebbe sconvolta non essendoci abituata, invece ti ho sentito gridare e ho provato ad entrare, ma avevi bloccato la porta, ero davvero molto preoccupato.-

La promessa dei ciliegi' e il terremoto in Giappone

Vi riporto, così com'è stato pubblicato, un articolo di Serena Virgilio, preso da Panorama.it che ci parla dell'opera di Keiko Ichiguchi "La promessa dei ciliegi". Un racconto che credo valga davvero la pena di leggere.




FanFiction su Skip Beat - Stand By Me Capitolo 16

16. Un nuovo inizio

- Assolutamente no!- Lo ripeté nuovamente, convinto e deciso. Per nessuna ragione al mondo avrebbe permesso una cosa simile. - Mi sembra di aver gia rischiato abbastanza in ospedale, non permetterò che tu vada da lui nelle tue condizioni.-
- Questa volta è diverso. Non avremo alcun tipo di contatto e non saremo soli.-
- Perchè ci vuoi andare?- Da quando era rientrato e Sho gli aveva raccontato ciò che era successo, non aveva smesso di rimproverarla, ma Kyoko aveva preso la sua decisione e non si sarebbe tirata indietro. - I medici hanno detto che devi rimanere a riposo, non ti devi ne agitare ne stancare. Questo incontro ti porterà solo ad accumulare uno stress non necessario.-
- Mi stai proteggendo e di questo te ne sono grata, ma voglio farlo. Voglio andare da lui e sentire cosa ha da dirmi. Voglio assolutamente farlo, poi ti prometto che starò buona e tranquilla a casa, come vuoi tu.-
- Io voglio che tu stia bene.-
- Ma sto bene Ren, non potrei chiedere di meglio. Certo potrei lavorare un pò, ma ho ancora tutto il tempo del mondo per recuperare.-
Ren era perfettamente consapevole di essere diventato estremamente protettivo e era conscio di averla chiusa in casa con la scusa della gravidanza, ma la verità, pura e semplice, era la paura. Ren era semplicemente terrorizzato che potesse accaderle di nuovo qualcosa per colpa sua.
Si chiuse in un mesto silenzio, analizzando per l'ennesima volta tutta quella situazione e non riuscendo a non sentirsi colpevole o manchevole. Non era stato un buon compagno e di questo ne era fermamente convinto.
Kyoko sapeva perfettamente cosa stava elaborando la mente dell'attore, era a conoscenza di quei tumulti che lo stavano affliggendo, ma non era mai riuscita, neanche con la più dolce delle parole, a fargli cambiare idea, infine Ren sembrò riprendersi, la guardò dritta negli occhi e prese la sua decisione.
- Va bene, ma ci sarò anche io.-

FanFiction su Skip Beat - Stand By Me Capitolo 15

15. Un ricordo sbiadito

Entrò lentamente, tutti i sensi all'erta, ma allo stesso tempo compiaciuto di un'eccitazione senza eguali. Finalmente tutti i suoi desideri si sarebbero avverati, avrebbe riottenuto nuovamente il suo angelo perfetto e tutte le ombre sarebbero sparite, persino quelle del suo cuore.
Respirò profondamente, stringendo più saldamente il coltello e si fece avanti. Era semplice, l'avrebbe trovata ancora addormentata, sarebbe riuscito ad immobilizzarla e, per impedire alle macchine di registrare qualche anomalia, avrebbe legato il pulsiossimetro al suo dito e lo avrebbe risistemato solo dopo aver concluso il lavoro.
Ci aveva ragionato molto e sebbene non riuscisse ancora a staccarsi dal coltello, non era quello l'oggetto che avrebbe usato per concludere quel lavoro. Nonostante avesse una gran voglia di farle del male, se avesse lasciato troppi segni evidenti sul suo corpo sarebbe stato troppo pericoloso, quindi avanzando piano raccolse uno dei cuscini sulla poltroncina della stanza. Si avvicinò al letto e staccò con delicatezza lo strumento al dito della ragazza e lo legò al suo dito indice, la macchina emise un leggero segnale, ma riprese a funzionare in pochi secondi. Jun guardò il monitor, le sue pulsazioni erano regolari e stabili. Facendo attenzione a non urtare nulla e a non tirare troppo i fili della macchina, portò il cuscino proprio sul viso di Kyoko, ma non riuscì a muoversi. Rimase semplicemente immobile a fissare quegli occhi, chiusi fino a poco prima, che lo guardavano con determinazione e senza un briciolo di paura.

FanFiction su Skip Beat - Stand By Me Capitolo 14

14. Ostinazione

Il dottore, meticoloso e attento, prese nota di ogni suo parametro, le fece molte domande, ma ormai Kyoko aveva smesso di ascoltarlo. Non lo sapeva, non ne aveva avuto il minimo sentore, ma infondo come capirlo, senza avere avuto accanto nella vita, qualcuno che avesse potuto insegnarle quelle cose. Le infermiere l'aveva aiutata a mettersi seduta, sistemandole un paio di enormi cuscini dietro la schiena e lei aveva iniziato a massaggiarsi il ventre delicatamente, provando a interrogare il suo corpo per ricevere qualche segno che quello fosse tutto vero.
- Sente dolore?-
Il medico le fece quella domanda, riuscendo per un attimo ad attirare l'attenzione della ragazza, ma aveva intuito subito che quei gesti non erano segni di malessere, semplicemente Kyoko stava faticando ad assimilare tutte quelle notizie in una volta sola.
- Non so cosa dire. Dottore è sicuro che sia tutto sotto controllo?-
- La gravidanza è ancora alle fasi iniziali, ma non abbiamo riscontrato alcuna anomalia. Abbiamo eliminato ogni sostanza nociva dal suo corpo tempestivamente, ora è sotto stress non posso negarlo, ma non avrà altre complicanze. E' una donna forte signorina Kyoko e anche il bambino lo è.-
- Avrei potuto perderlo?- Kyoko sapeva gia la risposta, ma volle comunque ascoltarla dalla bocca del dottore, perchè in lei qualcosa era cambiato profondamente.
- Si certo.- Non aggiunse altro, quando gli occhi della ragazza, da stanchi e affaticati, si assottigliarono e presero luce, divennero forti e decisi, pregni di una risolutezza che mai, quell'uomo, avrebbe potuto vedere in una ragazza così giovane.
- Posso vedere Ren?-
- Non credo che sia possibile trattenerlo ancora per molto.-

Piccole riflessioni...

Capita spesso di alzarsi al mattino e chiedersi: perchè l'ho fatto?
C'è chi si sveglia per andare al lavoro; chi si sveglia per riordinare la casa e far alzare tutti gli altri e chi lo fa solo perchè è stanco di stare immobile.
Ora pensandoci bene, io non ho idea del perchè mi sveglio al mattino, lo faccio e basta e spesso me ne pento perchè sicuramente, quella notte sarà migliore del giorno che dovrò affrontare.
Poi però, pensandoci bene, non è tutto così negativo.
Certo, appena svegli si riavviano i problemi quotidiani, si deve andare al lavoro, si deve pensare a come tirare avanti, ma ci sono quei piccoli momenti di allegria, che solo il giorno ti regala, ed è proprio questo, che in pillole ora voglio raccontare.

Informazioni personali

La mia foto

Nonostante scrivo come una matta tutto quello che mi passa per la mente, descrivere me è sempre difficile. Sogno ad occhi aperti di questo sono colpevole e il mio carattere è abbastanza strano da far dire a chi mi conosce da anni che ancora non lo ha capito, bhe figurarsi io! Quindi sono alla scoperta giornaliera di quello che posso fare o meno! Sono un otaku convinta e yaoista ai massimi livelli ed ho trascinato nel tunnel dei manga e anime molte persone. Chi mi conosce sa che sono un "pò" fuori di testa!!!! ^_^

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